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Nomisma: 625.900 famiglie sono pronte a comprare casa nonostante il coronavirus

Una famiglia su quattro dichiara di essere in ritardo con il pagamento degli affitti. Il 40% dichiara che si troverà in quella condizione nei prossimi 12 mesi

Nomisma: 625.900 famiglie sono pronte a comprare casa nonostante il coronavirus

Il coronavirus sembra non aver spento la voglia di mattone. Le famiglie nel nostro Paese continuano a guardare all’acquisto della casa come un anno fa. Nonostante il periodo di grande difficoltà e incertezza, sarebbero ben 2,5 milioni quelle propense all’operazione. Il dato, presentato oggi da Nomisma durante l’evento in diretta streaming «Fuori tutti, la voce alle famiglie. Vivere, abitare, investire: oltre il coronavirus» in collaborazione con Crif e Unicredit Subito Casa, sorprende in una fase di grande difficoltà e incertezza come quella attuale. Se incrociato con la percezione delle famiglie sul proprio futuro e sulla propria capacità di reddito rischia di risultare illusorio. E, infatti, depurato opportunamente, è ridimensionato a un quarto del valore iniziale. Sono, infatti, 625.900 le famiglie che sono davvero intenzionate a comprare casa, secondo lo studio. «Saranno molto probabilmente questi i numeri che alimenteranno il mercato nei prossimi mesi – ha detto durante la presentazione Luca Dondi Dall’Orologio, Amministratore Delegato Nomisma -. Avremo un mercato che sarà prevalentemente di sostituzione della prima casa che ha nel credito un requisito indispensabile». Per l’esperto, il motore delle compravendite di immobili starà quindi nella percezione che gli istituti di credito avranno della solidità del budget delle famiglie.

Il panorama è favorevole per le famiglie, con tassi d’interesse applicati ai mutui mai così bassi. Eppure non potrebbe bastare. «Negli anni passati, le banche hanno effettuato un’importante attività di selezione nell’erogazioni che le pone in condizioni di straordinaria forza – ha detto Dondi Dall’Orologio -. Ci si potrebbe quindi aspettare un atteggiamento propenso. In realtà proprio la prospettiva di fragilità progressiva delle famiglie, indurrà una riposta critica dal settore bancario». Per Nomisma, si assisterà a un atteggiamento pro-ciclico degli istituti di credito, come in passato, con la componente creditizia che anticiperà e radicalizzerà l’andamento generale.Il coronavirus ha cambiato il mercato immobiliare: ecco quali case cercheranno gli italiani

Cambia la domanda di immobili
Dall’indagine emerge anche un nuovo tipo di domanda da parte delle famiglie che adesso cercano di più l’immobile che offre anche la possibilità di usufruire di giardino o balcone. E’ uno degli effetti del Coronavirus e del periodo di isolamento da lockdown.

In ogni caso, secondo i dati effettivi raccolti da Nomisma cresce la domanda potenziale delle famiglie che si stanno già muovendo per cercare un’abitazione con una percentuale che passa dall’1.9% (pari a 494mila famiglie) al 2,1% (549mila famiglie). Secondo Nomisma, si tratta di un incremento sorretto probabilmente da una pianificazione dell’acquisto pre-pandemia. Al contrario diminuiscono lievemente le intenzioni di acquisto di un’abitazione nei prossimi 12 mesi, passando dal 7,6% al 7,3% (1.9 milioni di famiglie).Mercato immobiliare, pandemia rischia di riportare le lancette delle compravendite indietro di almeno 6 anni

Compravendite in calo
Il lockdown ha portato a un crollo delle compravendite a marzo e aprile del 50% con una riduzione sull’arco del primo trimestre del 10-20%. Per Nomisma, molta parte della flessione pronosticata per l’intero anno si realizzerà già nel primo trimestre dell’anno, senza la possibilità di un recupero a fine 2020. Un diverso andamento è previsto per l’anno prossimo. «Se la domanda dovesse tornare, si potrebbe assistere a una stabilizzazione sui livelli di quest’anno – ha detto Dondi Dall’Orologio -. Ma se questo ritorno non ci sarà, allora emergerà una ulteriore flessione». Lo scenario «base» relativo al numero di compravendite per il 2020 stimato da Nomisma, vede il livello scendere a quota 494 mila unità, dalle 604 mila di fine 2019 (lo scenario «soft» è a quota 529 mila unità, quello «hard» è posizionato a quota 463 mila unità).

Il ridimensionamento dell’attività transattiva, che avrà luogo nel biennio 2020-21, riporterà il mercato sui livelli di sei anni addietro, quando si stava finalmente chiudendo una fase di arretramento di proporzioni inedite.

Ritardi negli affitti

Dall’indagine emerge come la quota di famiglie che negli ultimi 12 mesi ha accumulato ritardi nel pagamento dell’affitto è passata dal 9,6% del pre-Covid-19 al 24% durante le misure di contenimento. Per effetto del lockdown, quindi, una famiglia su quattro ha mostrato difficoltà nel pagamento dell’affitto. Un’evidenza che trova conferma anche nelle aspettative per i prossimi 12 mesi: più del 40% delle famiglie prevede di avere difficoltà a rispettare il pagamento del canone di affitto.

Diverso il quadro che proviene dal mercato delle riqualificazioni edilizie, che anche quest’anno continua ad essere caratterizzato da luci e ombre. Le intenzioni di ristrutturazione nei prossimi 12 mesi si mantengono elevate anche quest’anno e in aumento rispetto alla scorsa rilevazione passando dal 20% al 24% delle famiglie (pari a 6,2 milioni). Considerando però l’effetto che potrebbe innescarsi attraverso l’applicazione del Decreto Rilancio, la domanda potenzialmente interessata a interventi di riqualificazione energetica sarebbe ben più ampia, arrivando a coinvolgere più di 12 milioni di famiglie.

fonte: La Stampa